martedì 15 febbraio 2011

LA FAMIGLIA

La famiglia in tutte le società assolve la funzione educativa primaria poichè è l'ambiente in cui si svolgono le tappe iniziali dello sviluppo cognitivo ed affettivo della vita, dove si apprendono le abilità necessarie per stare in società e interagire consapevolmente con gli altri.

La famiglia tradizionale
Nelle società tradizionali l'educazione consisteva nella trasmissione di un sapere e di valori immutabili da una generazione all'altra con ruoli di genere (ciò che la società si aspetta da un soggetto) stabili e fuori discussione, il padre detentore dell'autorità e responsabile delle decisioni, la madre impegnata nella conduzione della casa e nella cura dei figli.
L'educazione famigliare era rivolta più alla conservazione del passato che alle novità del futuro.

La famiglia moderna
Oggi invece la famiglia è l'unità di base di una società in continuo cambiamento. Il sapere acquisito dalle generazioni precedenti non basta più e può verificarsi un ribaltamento dei ruoli, per cui sono i figli ad insegnare ai genitori. Oggi si chiede perciò alla famiglia di creare individui aperti alle novità e alle trasformazioni, con una certa flessibilità, l'interesse per le innovazioni e i mutamenti sociali. Allo stesso modo però la società richiede educatori aperti e flessibili, partecipi e in grado di tramandare le conoscenze del passato per affrontare adeguatamente il futuro.


Le risorse educative della famiglia

L'azione educativa dei figli si esercita direttamente dall'infanzia e nell'adolescenza, producendo effetti durevoli sulla personalità dei figli. le principali risorse di cui una famiglia risponde sono: 

IL TEMPO: perchè un bambino ha bisogno di essere accudito costantemente anche se la qualità delle attenzioni è più importante sia della uantità di tempo che dell'identità della persona che presta al bambino le cure materne e parentali.

IL CLIMA: il clima famigliare migliore è quello improntato ad affetto e reciproco rispetto. I ragazzi cresciuti in un clima freddo o addirittura ostile sono soggetti ad insicurezze e depressioni, ma i ragazzi devono sentirsi non solo amati ma anche rispettati. é importante che i genitori rispettino i loro spazi personali, i loro oggetti e punti di vista sopratutto durante l'adolescenza, quando i ragazzi cercano di sviluppare una propria identità.

IL DIALOGO: è forse la principale risorsa educativa della famiglia. Le basi di dialogo familiare si pongono già prima che i bambini imparino a parlare, nell'intensa comunicazione non verbale tra madre e figlio fatta di sguardi e contatti fisici, negli anni successivi la confidenza tra genitori e figli trova un limite nel rispetto della privacy reciproca.


Lo stile educativo dei genitori 

Con questa espressione si indica il modo abituale dei genitori di rapportarsi ai figli dal punto di vista del comportamento e della comunicazione.

STILE DEMOCRATICO: il genitore democratico ha livelli alti sia di accettazione sia di controllo, si interessa attivamente alla famiglia, prende decisioni ma da anche un certo spazio al punto di vista dei figli. Fermezza, equilibrio e competenza lo rendono autorevole agli occhi del figlio. Questo stile educativo richiede una comunicazione circolare, aperta e sincera.

STILE AUTORITARIO: nel genitore autoritario un alto livello di controllo fa riscontro però con una scarsa accettazione. I genitori hanno poca considerazione per il punto di vista dei figli, prendono decisioni senza interpellarli e non ammettono eccezioni alle regole credendo di agire a fin di bene. In queste famiglie la comunicazione è a senso unico perchè l'emittente è quasi sempre il genitore.

STILE PERMISSIVO: il genitore permissivo ha un'alta accettazione dei figli, cede su tutto, ogni richiesta è esaudita, il controllo della situazione è minimo e le regole scarse.

Nessun commento:

Posta un commento